In moto lungo le strade statali e provinciali

Si accendono i motori e si parte dalla centralissima Piazza Marconi di Patti. Si procede lungo la Strada Statale 113 Settentrionale Sicula, fino a raggiungere, dopo circa 10 km, il colle dell’antico abitato di Tyndaris (268 metri s.l.m.), che prende il nome del re di Sparta, Tindaro, padre putativo di Castore e Polluce. Si ammirano i resti della cinta muraria romana (III secolo a.C.) e si raggiunge il Santuario, posto a strapiombo sul mare, dedicato alla Madonna nera, la cui statua, Bambino Gesù nelle braccia, è di origini orientale, realizzata, in legno di cedro, nel periodo della persecuzione iconoclasta bizantina. Si visitano, poi, i resti dell’antica città greca, fondata nel 396 a.C. da Dionisio il Grande, tiranno di Siracusa, poi diventata colonia romana sotto Augusto nel 36 a.C.: si comincia dal Museo e dopo, camminando lungo le antiche strade, i decumani, poste in direzione est-ovest e i cardini, da nord a sud, si raggiungono i resti del propileo monumentale, che portava all’agorà, delle case romane (I secolo a.C.) e delle taberne per il commercio e il teatro greco (IV secolo a.C.), poi arena in epoca romana.

Si riaccendono i motori e si prosegue in direzione Marinello (o Mare secco), che si raggiunge dopo circa 8 km. Una suggestiva e grande area naturalistica protetta, costituita da una striscia di sabbia e ghiaia, con diversi laghetti salmastri, ricca di flora e fauna,  luogo ideale per una passeggiata rilassante, accarezzati da quel vento che ha ispirato  anche il poeta Salvatore Quasimodo (Tindari, mite ti sò…)

Si raggiunge Novara di Sicilia, tra i Borghi più belli d’Italia con la sua Rocca Novara, detta anche Rocca Salvatesta, posta a 1340 metri s.l.m., classificata come Sito d’Importanza Comunitaria, con i suoi panorami mozzafiato che abbracciano le isole Eolie, il colle del Tindari, i Monti Peloritani e il vulcano Etna. Da vedere le neviere, un tempo utilizzate per la conservazione della neve da utilizzare d’estate.

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