La Strada dei Palmenti a Sinagra

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Venti secoli sono trascorsi dall’arrivo dalle prime talee di vite in Sicilia, portate da coloni provenienti dalle isole Egee e da Micene. I siciliani apprendono, così, la tecnica della coltivazione della vigna e l’arte di produrre il vino, che essi stessi migliorano.

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Ricerchiamo notizie sulla coltivazione della vite nelle terre del comprensorio del Tindari e di possibili percorsi del vino e scopriamo, ascoltando le storie che le comunità agro-silvo-pastorali di queste terre hanno tramandato di generazione in generazione fino ai giorni nostri, la città che oggi ospita 52 palmenti, Sinagra: pezzi importanti di storia e cultura locale, censiti ed addirittura inseriti nel Registro delle Eredita’ Immateriali Siciliane.

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Si percorre l’itinerario che consente di “esplorare” questi saperi tradizionali dall’indiscutibile valenza storico culturale. E usiamo anche l’immaginazione che ci porta nei tantissimi vigneti che ricoprivano, un tempo, Sinagra, sviluppatasi nei pressi di un fiume, un tempo navigabile.

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Allora scopriamo alcuni palmenti collocati all’aperto, costruiti durante il periodo saraceno. Possiamo toccare numerosi antichi utensili utilizzati per la lavorazione e la trasformazione dell’uva. Ed è affascinante percorrere questa strada dei palmenti, ascoltando, ancora, le numerose leggende, i detti ed i proverbi tramandati dalla gente del luogo.

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I palmenti di Sinagra erano costruiti al piano terra di una masseria, costituiti da due vasche, quella principale, comunemente chiamate “gebbia”, posta ad un livello superiore del pavimento,  e quella di raccolta detta “tina” posta nel seminterrato.

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In questi palmenti si effettuava la pigiatura delle uve a piedi nudi e la fermentazione del mosto. Il procedimento si completava venti giorni dopo con la spillatura ed il deposito del vino nelle botti di legno, precedentemente disinfettate con fumo solforoso.

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La raccolta e la pigiatura interessavano tutta la famiglia ed a fine giornata si organizzavano delle piccole feste agreste. Ancora oggi è bello percorrere la strada dei palmenti durante il periodo della vendemmia, da settembre a ottobre, per guardare qualche famiglia che utilizza, ancora, questo tradizionale procedimento, come la fase della pulitura delle botti per l’estrazione della “fezza” ed il lavaggio interno con acqua, vinaccia ed aromi ottenuti bollendo alcune foglie di albero da frutto.

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L’INFORMAZIONE TURISTICA DIFFUSA

Info e booking:

Ufficio Turistico Comune di Sinagra
Piazza San Teodoro, 1
Orario: Aperto tutto l’anno dal lunedì al venerdì in orario 9,00-13,00
e lunedì e giovedì in orario 15,00-18,00
Tel. +39 0941594016 – fax 0941594372

Pro Loco Sinagra 
Contrada Vecchia Marina 
Tel: +39 335 8432665
E-mail: prolocosinagra@gmail.com

Visitando Sinagra


Altre proposte di percorsi del vino nel Comprensorio Turistico del Tindari:

  • il percorso del MAMERTINO DOC.  Il Mamertino Doc è un vino sia rosso, sia bianco, conosciuto anche ai tempi dei Romani: fu addirittura offerto da Giulio Cesare in occasione del banchetto per celebrare il suo terzo consolato. Si ricava dal Nero d’Avola e si coltiva nelle seguenti zone del Comprensorio Turistico del Tindari: Basicò, Castroreale, Falcone, Furnari, Librizzi, Mazzarrà Sant’Andrea, Montalbano Elicona, Oliveri, Patti, Rodì Milici, Terme Vigliatore e Tripi. Il vino “Mamertino di Milazzo” o “Mamertino” ha ricevuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. 

Gli eventi legati alla tradizione vinicola nel Comprensorio Turistico del Tindari:

  • il Palio di San Martino a Castell’Umberto (Novembre). Si svolge nel suggestivo quartiere storico di “Castania”. I partecipanti fanno rotolare grosse botti in un circuito a gimcana nel minor tempo possibile. La manifestazione è inserita nel programma dei festeggiamenti in onore di San Martino.
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Il Convento dei Carmelitani Calzati a San Piero Patti

Nella ricerca di luoghi dove la natura, l’arte e la fede si uniscono, arriviamo a San Piero Patti per visitare il Convento dei Carmelitani Calzati o dell’Ordine dei fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Si percorre una caratteristica stradina, un tempo strada principale di collegamento tra il centro storico e la vallata, e si raggiunge l’antico convento fondato nel 1400 da un frate carmelitano pattese, come centro culturale polivalente, i cui lavori finirono nel 1566. Al suo interno, purtroppo, non troviamo più l’antica biblioteca, ma restiamo esterefatti ammirando la bellezza del chiostro realizzato in stile “tuscanico” rinascimentale, dove il silenzio del luogo ha un effetto ammaliatore. Il convento ha, inoltre, un’acustica ideale per la realizzazione di eventi musicali. Caratteristico è il pozzo, ancora funzionante, posto al centro del chiostro. La visita prosegue con l’accesso alle stanze, dove si ha la percezione, da subito, di ciò che è stato, un tempo, il convento. E non può mancare l’affaccio dai balconi, con le tipiche “gazzane“, per ammirare il golfo di Patti. Di particolare pregio è la Chiesa del Carmine, a navata unica, dove ci emoziona la veduta di un altare in legno, realizzato, un tempo, dalla scuola di ebanisteria del convento. Ma l’opera che sicuramente impreziosisce questo luogo è la statua marmorea di Maria Santissima del Carmine realizzata dalla scuola del Gagini nel 1629. Spostandoci nel presbiterio, rivolgiamo lo sguardo all’ambone del ‘700 e ad un paliotto, il cui rivestimento in seta ed argento è stato ricamato dalle suore benedettine.


L’ordine dei Carmelitani, di tipo eremitico contemplativo, è nato in Palestina sul Monte Carmelo nel secolo undicesimo. Successivamente si diffuse in Occidente. L’ordine si divise nel cinquecento nei due rami “calzati” e “scalzi”.

 


Il convento è aperto alle visite sabato e domenica
Da Ottobre a Marzo:
dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Da Aprile a Settembre:
dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00.
Possibilità di visite infrasettimanali con preventiva richiesta al Comune.


L’INFORMAZIONE TURISTICA DIFFUSA

Info e booking:

I.A.T. Pro Loco “TERESA MARTINO”
Via Torquato Tasso, 26
Orario: tutti i giorni 9-13 e 16-20
San Piero Patti
Tel. +39 0941526445
Email: prolocosanpieropatti@hotmail.com

Visitando San Piero Patti


Altre proposte di percorsi della fede nel Comprensorio Turistico del Tindari:

  • Tindari – Santuario Maria Santissima (da maggio a settembre)

 

 

 

Il Sentiero Naturalistico di Capo Calavà Gioiosa Marea

Percorriamo la Strada Statale 113 fino a raggiungere il sentiero naturalistico, lungo 1,5 km, che porta alla sommità del roccione di Capo Calavà. Siamo vicino alla Villa Giulia e da qui, al km 86,400, iniziamo il percorso. Esso si snoda a mezzacosta lungo la Regia Trazzera “costiera” che, un tempo, consentiva ai viandanti di oltrepassare la rupe di Capo Calavà e dirigersi verso Patti.
Si cammina attraversando ripide falesie e, nei pressi del ponte sul Torrente Calavà, si imbocca la trazzera, che, nel primo tratto, ci offre, attorno, lo spettacolo di un boschetto di querce da sughero e, sulla sinistra, la veduta della spiaggia di Capo Calavà. Ancora tanta fiorente macchia mediterranea e si raggiunge la sella di Capo Calavà, dove ammiriamo un imponente massiccio granitico-pegmatitico, unico nel suo genere nella Sicilia.
Riprendendo la trazzera principale, proseguiamo fino allo Scoglio Nero dove si trova un boschetto di eucaliptus e di pini. Qui la fauna è presente con i gabbiani reali, che volano radenti, i corvi imperiali e i falchi. Con la “baietta della Fetente” inizia la discesa del percorso che ci riporta sulla S.S. 113.

L’INFORMAZIONE TURISTICA DIFFUSA

Info e booking:

Ufficio Turistico – Info Point – Iat
Gioiosa Marea – Me – Sicilia
Tel.+39 0941 363351/363323
E-mail:ufficioturistico@comunegioiosamarea.it

Visitando Gioiosa Marea


Altre proposte nel Comprensorio Turistico del Tindari per gli amanti dei percorsi naturalistici:

  • I monti Nebrodi (Cesarò, Floresta, Raccuja, San Teodoro, Ucria)
  • Il lago Biviere (Cesarò)
  • La Fiumara (Floresta)
  • Le Grotte di Tono (Gioiosa Marea)
  • I Megaliti dell’Argimusco (Montalbano Elicona)
  • La Rocca Salvatesta (Novara di Sicilia)
  • La Grotta di Donna Villa di Marinello (Patti)
  • I laghetti di Marinello (Patti)
  • Il sentiero Coda di Volpe di Tindari (Patti)
  • Le grotte di Mongiove (Patti)
  • La Rocca di San Marco (Ucria)

I Megaliti dell’Argimusco a Montalbano Elicona

Giungiamo nel grande altipiano dell’Argimusco, i Megaliti più belli del Mediterraneo, preferibilmente prima di un’alba d’estate, meglio per il solstizio, per aspettare i primi raggi del sole che nasce, per poi iniziare un misterioso viaggio nel tempo e vivere un’esperienza sacra che rimanda agli antichi popoli e le civiltà del passato che in questo luogo studiavano i fenomeni celesti. Qui, un tempo territorio dell’antica Val Demona, ammiriamo, accompagnati solo dal suono del vento, tante pietre millenarie, modellate nel corso dei secoli proprio dal vento e dall’acqua e dalle mani sapienti dell’uomo, fino a creare interessanti figure antropomorfe e zoomorfe. Il sito naturalistico e archeologico, ubicato a 1200 metri sul livello del mare, sopra il borgo di Montalbano Elicona, nei pressi del bosco di Malabotta e tra i monti Peloritani e il Parco dei Nebrodi, è giustamente definito la “Stonehenge di Sicilia”. Stare su questo altipiano, dove terra e cielo si uniscono, è come sentire la forza potente della natura che riesce a creare un’atmosfera magica ed ancestrale, un osservatorio astronomico naturale. Camminiamo attraverso le rocce e ci fermiamo ad ammirare la più affascinante che da queste parti viene chiamata “l’Aquila”, che ci offre le sue ali aperte e la testa rivolta verso sud, in direzione del vulcano Etna. Sotto questa pietra un tempo, come ci raccontano da queste parti, si trovavano una tomba ed un palmento. Proseguendo la passeggiata raggiungiamo, con tanta emozione, la roccia più grande dell’Argimusco, la “Grande Rupe”, che da una parte ha assunto il profilo di un uomo, “il Siculo”, creato dai processi di erosione eolica. Scendendo qualche metro raggiungiamo la roccia denominata “L’Orante” e poi la “Rupe dell’Acqua”, che ci presenta uno straordinario profilo di donna con mani giunte, i cui contorni del viso sono accentuati se ci soffermiamo fino alle prime luci del tramonto. Storicamente l’altopiano, come ci riferiscono, è stato utilizzato come punto di osservazione del cielo ed area sacra dalla fine dell’età del bronzo fino al Medioevo e diversi sono stati i personaggi che hanno visitato questo luogo come Arnaldo da Villanova, un grande alchimista, che fu ospite di Federico III di Aragona al Castello di Montalbano Elicona. L’altopiano si può visitare anche in occasione degli eventi che qui si organizzano, legati all’astronomia, alle tradizioni, alla danza, al teatro, all’arte ed alla cultura.


Altre proposte nel Comprensorio Turistico del Tindari per gli amanti dei percorsi naturalistici:

  • I monti Nebrodi (Cesarò, Floresta, Raccuja, San Teodoro, Ucria)
  • Il lago Biviere (Cesarò)
  • La Fiumara (Floresta)
  • Il sentiero di Capo Calavà (Gioiosa Marea)
  • Le Grotte di Tono (Gioiosa Marea)
  • La Rocca Salvatesta (Novara di Sicilia)
  • La Grotta di Donna Villa di Marinello (Patti)
  • I laghetti di Marinello (Patti)
  • Il sentiero Coda di Volpe di Tindari (Patti)
  • Le grotte di Mongiove (Patti)
  • La Rocca di San Marco (Ucria)

La Grotta del Tono a Gioiosa Marea

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Una delle bellezze naturali di interesse storico – geologico del comprensorio turistico del Tindari è la Grotta del Tono nella città di Gioiosa Marea. Raggiungiamo la Stazione Ferroviaria e proprio di fronte vi è l’accesso all’ambiente ipogeo ad una quota di circa metri 10 s.l.m. Accediamo tramite un’imboccatura larga circa 180 cm ed alta 160 cm. La Grotta si sviluppa attraverso una varietà di cunicoli, che si intersecano in diversi punti sia a destra che a sinistra congiungendosi tra di loro.

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La parte esplorata si articola in due camere di dimensioni diverse e numerosi cunicoli, ciechi in alcuni segmenti, tra loro collegati con andamento quasi circolare, oggi parzialmente percorribili.

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Caratterizzata da rocce calcaree, dà origine ad un fenomeno di tipo carsico che si manifesta nella Grotta con concentrazioni calcaree e formazioni stalattitiche e stalagmitiche.


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Il sito è visitabile sia singolarmente sia in gruppo nei giorni di Martedì e Venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 12,00. Previa richiesta/disponibilità è possibile anche in altri giorni della settimana.
1) Prenotazioni e pagamento Ticket d’ingresso presso l’Ufficio Turistico del Comune di Gioiosa Marea di questo Comune. Il costo d’ingresso, con visita guidata, è di Euro 1,00 per persona/pax
2) Si consiglia un abbigliamento adeguato all’ambiente e calzature antiscivolo (Scarpe Sportive/Trekking).
3) Durante le visite è severamente vietato fumare.
4) E’ severamente vietato introdurre utensili, bastoni , supporti in generale, etc.
5) E’ severamente vietato rimuovere, asportare, toccare qualsiasi tipo di materiale (Stalattiti/Stalagmiti etc).
6) E’ severamente vietato gettare oggetti o rifiuti di ogni genere.
7) Durante la visita è obbligatorio indossare il casco e dotarsi di apposite cuffie sottocasco monouso, che saranno fornite dall’ufficio stesso.

La Grotta del Tono è raggiungibile da Via Giuseppe Garibaldi.

(Per gentile concessione dell’ufficio turistico del Comune di Gioiosa Marea)

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L’INFORMAZIONE TURISTICA DIFFUSA

Info e booking:

Ufficio Turistico – Info Point – Iat
Gioiosa Marea – Me – Sicilia
Tel.+39 0941 363351/363323
E-mail:ufficioturistico@comunegioiosamarea.it

Visitando Gioiosa Marea

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(Pagina realizzata in collaborazione con l’ufficio turistico del Comune di Gioiosa Marea)


Altre proposte nel Comprensorio Turistico del Tindari per gli amanti dei percorsi naturalistici:

  • I monti Nebrodi (Cesarò, Floresta, Raccuja, San Teodoro, Ucria)
  • Il lago Biviere (Cesarò)
  • La Fiumara (Floresta)
  • Il sentiero di Capo Calavà (Gioiosa Marea)
  • L’altopiano dell’Argimusco (Montalbano Elicona)
  • La Rocca Salvatesta (Novara di Sicilia)
  • La Grotta di Donna Villa di Marinello (Patti)
  • I laghetti di Marinello (Patti)
  • Il sentiero Coda di Volpe di Tindari (Patti)
  • Le grotte di Mongiove (Patti)
  • La Rocca di San Marco (Ucria)